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Gli insulti ai giornalisti e quella battuta sul 2028: «Mi ricandido e vincerò ancora io»

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di Viviana Mazza

Alla cena di gala il presidente scherza con i corrispondenti: «Quando non ci sarò più io andrete tutti in bancarotta perché non avrete niente da scrivere»

DALLA NOSTRA INVIATA
WASHINGTON – Indossando un cappellino rosso con la scritta «Trump 2028», alla fine del suo discorso il presidente degli Stati Uniti ha annunciato «uno scoop»: la sua candidatura alle prossime elezioni presidenziali. «Ho vinto tre volte e ora lo farò di nuovo», ha detto Trump (ripetendo l’accusa sulle elezioni «rubate» nel 2020). In realtà il 22esimo emendamento della Costituzione prevede un massimo di due mandati; Trump ha sottolineato che stava solo scherzando. «Una cosa che ho imparato con la stampa è: non essere sarcastico — ha detto il presidente in un altro momento del discorso —. Sono una persona molto sarcastica e la maggior parte della gente lo sa, ma ci sono persone cattive che scrivono esattamente quello che dico, anche se dico che sto solo scherzando».

Presenti e assenti

Trump parlava alla Cena dei corrispondenti della Casa Bianca: si è tenuta venerdì sera al Waldorf Astoria, dopo che un attentato costrinse ad annullarla ad aprile. Stavolta eravamo solo in 700: tra giornalisti, politici, membri dello

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