Ormai lo sloveno, totalmente privo di rivali, corre solo contro le proprie prestazioni. E dall’Alpe d’Huez 2022 ha migliorato il suo tempo di 3’41”!
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24 luglio – 20:37 – MILANO
Non si è mai alzato sui pedali, e quando è arrivato non sembrava neanche stanco. Invece aveva appena spianato i 21 tornanti dell’Alpe d’Huez. Per Tadej Pogacar è sembrato più complicato togliersi di torno gli spettatori indemoniati che erano sulla salita più bella da due giorni (e due notti) che andare a riprendere in fila indiana i reduci dalla fuga: uno alla volta. Fino a Sepp Kuss, Lenny Martinez e Richard Carapaz, non proprio tre scartini in salita. C’è da capirli, gli altri del gruppo: lo sloveno corre contro i record, la leggenda, i miti, e loro corrono come se lui non ci fosse, ognuno con il suo piccolo o grande obiettivo: la maglia a pois, il secondo posto, il podio, chiudere il Tour nella top10, essere il primo francese, il primo spagnolo, il più giovane, il più vecchio. Ognuno a rincorrere i suoi guai, ognuno col suo viaggio, ognuno diverso. E ognuno




