L’ondata di temporali e allerte meteo che in queste ore sta interessando diverse regioni d’Italia tra raffiche di vento e violente grandinate ce lo ricorda in modo brutale: quando il caldo estremo incontra l’aria fresca, il cielo può trasformarsi in un campo di battaglia. Tra auto danneggiate, tetti sferzati e raccolti a rischio, ci troviamo sempre più spesso di fronte a precipitazioni estreme con chicchi di dimensioni spaventose. Ma che cosa succede esattamente all’interno di una nube temporalesca per trasformare semplici gocce d’acqua in veri e propri “proiettili” congelati?
Per capire la violenza di questi fenomeni, bisogna guardare proprio dentro il chicco.
Il cuore della tempesta: il ruolo del graupel
Tutto ha inizio nei cumulonembi, enormi torri di nubi che possono superare i 10 chilometri di altezza (vedi infografica sotto). Qui, forti correnti ascensionali calde e ricche di umidità spingono le gocce d’acqua verso l’alto, dove le temperature scendono ben al di sotto dello zero.
L’articolo prosegue dopo l’infografica
Un grafico che descrive i vari passaggi che portano alla formazione di un chicco di grandine.
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