di Alessia Cruciani
Per gli 80 anni del gruppo, il presidente e ad anticipa la strategia di sviluppo tra espansione internazionale, nuove terapie oncologiche, Ai e la concorrenza asiatica low cost
Ottant’anni e la voglia di crescere ancora. Fidia Farmaceutici celebra il traguardo con una nuova acquisizione, l’ottava negli ultimi cinque anni, confermando una strategia che ha trasformato quella che molti conoscono soprattutto per un marchio come Connettivina in uno dei campioni dell’industria farmaceutica italiana. Fondata nel 1946 a Bologna, un anno prima che nascesse la Nutella, e trasferita nel 1959 ad Abano Terme, oggi Fidia è leader mondiale nella ricerca, sviluppo e produzione di soluzioni a base di acido ialuronico. In ottant’anni l’azienda ha costruito oltre 1.500 brevetti, esporta in oltre 120 Paesi. Nel 2025 ha chiuso con ricavi per 538,3 milioni di euro (+5,5%), un Ebitda di oltre 110 milioni (+12,9%) e 41,7 milioni destinati a ricerca e sviluppo, in crescita del 42,3%. A questi si aggiungono oltre 300 milioni investiti negli ultimi cinque anni per acquisizioni che hanno ampliato il perimetro del gruppo dall’oftalmologia alla medicina rigenerativa, fino alle ultime operazioni in cardiologia e urologia. «La crescita non significa soltanto comprare aziende, ma continuare




