di Paolo Coccorese
Rinviata a dopo l’estate la gara, tra i progetti la rigenerazione in centrali elettriche secondarie. Ma i «pretendenti» al restyling dei chioschi sono tanti, dalle imprese del food alle fondazioni
Se ne riparlerà a settembre. Come l’iscrizione in palestra, il corso di lingue o magari la scelta di un nuovo partner. Anche la «nuova vita» dei chioschi abbandonati è stata rimandata a dopo l’estate. Solo che, in questo caso, non si tratta di una dieta da iniziare o di una svolta sentimentale, ma del rilancio di trentuno luoghi simbolo della città, da anni caduti in disgrazia: vecchie edicole arrugginite che attendono una seconda chance.
Terzo rinvio
Dopo anni di grattacapi su come recuperarli, oltre un anno fa il Comune aveva deciso di rimetterli in gioco con una consultazione preliminare di mercato e poi un vero e proprio bando per affidarli ai privati. L’iniziativa dell’assessora al Bilancio, Gabriella Nardelli, aveva subito suscitato grande interesse, raccogliendo circa 600 manifestazioni di interesse. Quando però la gara è entrata nel vivo, l’entusiasmo si è scontrato con alcune difficoltà. Tra ricorsi e rallentamenti vari, questa settimana gli uffici hanno rinviato per la terza volta l’apertura delle buste che dovrà stabilire




