
Fra aprile e giugno 5 dei 6 maggiori istituti di credito americani hanno ottenuto profitti per oltre 49 miliardi di dollari grazie alla compravendita di strumenti finanziari per conto dei clienti
Va bene il boom di Borsa dei chip, dell’intelligenza artificiale, dello spazio. Alla fine, però, al tavolo della finanza vince sempre la banca. Fra aprile e giugno, cinque dei sei maggiori istituti di credito americani — JpMorgan, Bank of America, Goldman Sachs, Citigroup e Wells Fargo — hanno ottenuto profitti per oltre 49 miliardi di dollari, più di 500 milioni al giorno. All’appello manca Morgan Stanley che pubblica oggi i dati trimestrali: se rispetterà le attese del mercato, il monte-profitti salirà a circa 54 miliardi di dollari, un risultato senza precedenti. La sola JpMorgan, la prima banca statunitense, ha registrato un utile netto superiore a 21 miliardi tanto che il ceo Jamie Dimon ha detto: «Siamo vicini al massimo a cui si può ambire».
I guadagni
D’altra parte, le banche hanno tutto da guadagnare dalle continue oscillazioni dei mercati azionari, obbligazionari ed energetici generate dalle tensioni geopolitiche e dalle dichiarazioni di Donald Trump. Non a caso, le attività di compravendita di strumenti finanziari per conto dei clienti hanno trainato i




