
di Nicolò Fagone La Zita
È un settore a due velocità quello fotografato dall’Osservatorio TEA 2025, presentato in Regione, che racconta una filiera ancora centrale nell’industria italiana, con circa 66 mila addetti, ma chiamata a ripensare il proprio futuro.
C’è un Piemonte dell’automotive che accelera verso l’elettrificazione e uno che continua a frenare, stretto tra il calo degli ordini e una dipendenza ancora forte da Stellantis. È un settore a due velocità quello fotografato dall’Osservatorio TEA 2025, presentato in Regione, che racconta una filiera ancora centrale nell’industria italiana, con circa 66 mila addetti, ma chiamata a ripensare il proprio futuro.
La linea di confine passa soprattutto dalla capacità di diversificare. Le imprese che ricavano oltre la metà del fatturato da Stellantis sono quelle che esprimono le aspettative peggiori: il rallentamento del mercato europeo e la contrazione delle commesse si traducono in previsioni inferiori alla media del comparto. All’estremo opposto si collocano le aziende che hanno investito nei componenti per la mobilità elettrica o nelle infrastrutture di rete, gli unici segmenti che continuano a mostrare segnali di crescita.
Il Piemonte mantiene comunque una propensione all’innovazione superiore a quella di altri territori. Quattro imprese su dieci investono




