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Denti rotti, risse, poker e Real Madrid: la folle vita di “Cane Pazzo” Gravesen

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Il danese, cattivissimo in campo ed indisciplinato fuori, non ha mai conosciuto regole e disciplina: “Non riesco a trattenermi, che cosa ci posso fare?” è stato il suo mantra. E ora…

Il protagonista di questa storia s’incarica di contraddire uno dei luoghi comuni più citati, secondo il quale l’uomo del nord è un tipo serio, taciturno, severo, poco portato ai facili entusiasmi e rispettoso delle regole, mentre l’uomo del sud è passionale, fantasioso, furbastro, sentimentale e caciarone. Ecco, Thomas Gravesen, nato a Vejle, in Danimarca, è l’esatto opposto di un tipico uomo del nord. E questa, quando giocava, è stata la sua maledizione. Centrocampista di sacrificio, come si dice in questi casi “di lotta e di governo”, era tutto fuorché taciturno, parecchie cose ci sarebbero da dire sulla sua serietà, sia fuori sia dentro il campo, era decisamente focoso e a testimonianza di ciò ci sono filmati di interventi “da codice penale” e, quanto alla disciplina, poco la amava e, di conseguenza, spesso la dribblava con guizzi da trequartista che, in teoria, non dovrebbero rientrare nel bagaglio tecnico di un calciatore proveniente da uno sperduto fiordo danese. Tra la fine degli anni Novanta e l’inizio degli anni Duemila, si è snodata

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