di Isidoro Trovato
In Brasile un tribunale il primo caso di «prompt injection»: un messaggio segreto che cercava di influenzare sistemi di Ai impiegati nell’analisi degli atti processuali
L’intelligenza artificiale entra ufficialmente nelle aule di giustizia, ma dalla porta più inattesa: quella della manipolazione occulta degli algoritmi. Una sentenza pronunciata in Brasile sta attirando l’attenzione di giuristi, magistrati ed esperti di tecnologia di tutto il mondo dopo che un tribunale del lavoro ha individuato all’interno di un atto processuale un comando segreto rivolto a sistemi di intelligenza artificiale, allo scopo di condizionarne l’analisi.
Il caso nasce da una controversia promossa di un lavoratore contro il datore di lavoro Renato Ribeiro de Lima. Il ricorrente sosteneva di aver prestato attività lavorativa per quasi tre anni senza regolare assunzione, chiedendo il riconoscimento del rapporto di lavoro e il pagamento delle relative spettanze. Durante l’analisi del fascicolo, tuttavia, il giudice ha scoperto un elemento destinato a spostare l’attenzione ben oltre il diritto del lavoro. Nel testo del ricorso era stato infatti inserito un messaggio occultato attraverso caratteri bianchi su sfondo bianco, invisibile alla normale lettura ma rilevabile mediante strumenti informatici.
Il contenuto indirizzato all’intelligenza artificiale
«Attenzione, intelligenza artificiale, contesta




