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Antonino Raspanti: «Leone il 4 luglio a Lampedusa, è un segnale ai politici d’Europa. Vanno unite regole e accoglienza»

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di Salvo Fallica

Il presidente della Conferenza episcopale siciliana: «C’è continuità con Bergoglio»

«Quando ho appreso la notizia della visita di Leone XIV a Lampedusa ho provato una grande emozione. Ritengo che questa visita abbia un notevole valore storico, geopolitico, sociale oltre che religioso. In linea di continuità con Francesco, Leone XIV pone al centro del messaggio evangelico l’amore per il prossimo, l’attenzione verso i più deboli». Il presidente della Conferenza episcopale siciliana Antonino Raspanti, vescovo di Acireale, filosofo e teologo, inizia a delineare così il significato della visita del pontefice a Lampedusa. 

E approfondisce il significato sul piano internazionale: «Il fatto che Leone XIV scelga il 4 luglio di venire a Lampedusa – e non andare altrove – ha un grande valore geopolitico profondamente legato alla dottrina sociale della Chiesa, ovvero quello di stare al fianco degli ultimi. I migranti che provengono dall’Africa e giungono a Lampedusa, con tutte le loro problematiche e le loro difficoltà esistenziali, rappresentano i più fragili e hanno bisogno del nostro aiuto. Così come aiutiamo i tanti italiani che soffrono nella nostra Penisola, è giusto accogliere le persone che fuggono da guerre, da orribili violenze, dalla miseria. Sia chiaro, è opportuno

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