
di Matteo Marcon
Il 30 giugno era il termine ultimo per completare almeno i lotti finanziati dall’Ue. «La nostra regione tra le più efficienti»
Cosa resterà di questi 14,79 miliardi di euro atterrati in Veneto grazie al Piano di Ripresa e Resilienza? Ci sono cantieri ancora aperti, alcune centinaia di contratti da rinnovare e una rete infrastrutturale, sicuramente rinnovata, che ora dovrà però farsi trovare pronta alle sfide del futuro.
Se si chiede al presidente di Anci Veneto, Mario Conte, quale sia l’eredità del Pnrr nella nostra regione, non ha dubbi: «È un Veneto più sostenibile più digitale e più rigenerato – commenta il sindaco di Treviso – Ribaltiamo la domanda: senza queste risorse che Veneto sarebbe stato? Più lento, più inquinante e meno digitale». I Comuni che Conte rappresenta, grazie al Pnrr, hanno mobilitato investimenti complessivi per quasi due miliardi e mezzo di euro. «È stata data una grande dimostrazione di competenza e programmazione – commenta – al netto di qualche situazione dove si è verificata qualche criticità, per situazioni imprevedibili, siamo tra le regioni con la miglior performance, tempi obiettivi e investimenti. È stata una lotta contro il tempo che ha messo a dura prova




