
Le immagini girate sotto copertura dagli attivisti Peta mostrano sevizie e violenze prima dell’uccisione
Arpionati con degli uncini, bloccati con delle pinze, gettati a terra in malo modo e colpiti ripetutamente con dei bastoni fino a provocarne la morte, in una lunga e straziante agonia. E, ancora, gabbie troppo piccole in cui passare l’intera esistenza, dove gli animali si causano lesioni e ferite, nel tentativo di muoversi o di recidere con i denti il filo metallico delle loro minuscole prigioni. Le immagini girate in incognito dagli attivisti di Peta Asia in otto diversi allevamenti di tassi destinati alla produzione di pelliccia, i particolare per le setole dei pennelli utilizzati per il make up o per la crema da barba, sono fin troppo eloquenti sulle condizioni in cui sono costretti a vivere. E su quelle che portano alla loro morte. Di qui l’appello dell’organizzazione animalista alle aziende produttrici a non utilizzare più questa pelliccia come materia prima per la realizzazione di pennelli che potrebbero essere confezionati anche con materie sintetiche. E ai consumatori affinché non li acquistino se non hanno la certezza di una provenienza «cruelty free». QUI, nell’articolo di Corriere Animali, tutti i dettagli della campagna.
30 giugno 2026




