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Alta velocità, si sblocca il nodo di Vicenza ma il progetto accende lo scontro politico: «A raso l’uscita a est della città»

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di Andrea Pravato

L’iter per l’Alta velocità fino a Padova può ripartire dopo la scelta comunicata da Rfi. Il governatore Stefani gradisce, il sindaco Possamai promette battaglia sul cavalcaferrovia da realizzare

«Per noi resta un punto fermo e indiscutibile: lo scavalco non può essere nel quartiere di Settecà, qualsiasi sia la soluzione che il ministero intende portare avanti, su questo punto saremo irremovibili». Ribatte così il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai alla Pec che venerdì sera Regione e Comune hanno ricevuto da Rfi e «d’intesa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti», in cui viene comunicato che l’opzione preferita per la Tav a Vicenza est prevede il nuovo tracciato a raso e in affiancamento ai binari storici. È una novità che fa rumore ben oltre i confini del capoluogo berico, perché così si «stappa» la tratta di Alta velocità ferroviaria che arriverà alle porte di Padova.

La battaglia di Possamai

Promette comunque battaglia il sindaco, sebbene non ci siano ulteriori margini di manovra, almeno sotto il profilo tecnico. E sotto il profilo politico per ora non sembra che il sindaco dem possa trovare nella Regione un alleato per alzare la voce a Roma, sarebbe singolare in quanto

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