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Il ruolo del microbiota nell’epilessia resistente ai farmaci

di Cesare Peccarisi

La caratterizzazione dettagliata del microbiota intestinale potrà aiaiutare a identificare biomarcatori che indichino la risposta al trattamento nelle diverse fasi della malattia

È noto che il 30% circa delle epilessie sono resistenti al trattamento farmacologico, ma fortunatamente per questi pazienti esistono altri trattamenti come la chirurgia dell’epilessia, la neurostimolazione, la dieta chetogenica, ecc. Finora, nonostante gli avanzamenti della ricerca, i meccanismi che sono alla base di questa resistenza non erano ancora stati individuati.

ASSE INTESTINO-CERVELLO 
Secondo uno studio pubblicato questo mese sul British Medical Journal da ricercatori milanesi della Statale di Milano coordinati dalle Aglaia Vignoli dello stesso ateneo e Direttore di Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza dell’ospedale Niguarda di Milano e Elisa Borghi docente e microbiologa del dipartimento universitario dell’ASST SS. Paolo & Carlo di Milano, la soluzione di questo problema potrebbe trovarsi nel microbiota intestinale.
«Questo microbiota, una volta chiamato flora batterica, con le migliaia di microrganismi che lo compongono influenza la risposta ai trattamenti attraverso l’asse intestino-cervello, contribuendo così alla farmacoresistenza –spiega la professoressa Borghi, che ha coordinato gli aspetti microbiologici dello studio- È la personale impronta epigenetica di ognuno a impartire una particolare risposta alle cure».
«Il nostro progetto Asse microbiota-intestino-cervello nell’epilessia resistente –prosegue Vignoli-

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