
di Tommaso Labate
Le vite parallele: la leader pd cerca folle per contarsi, il presidente M5S vuole endorsement
Riducendo all’osso le rispettive strategie, fotografate all’alba dell’ultima estate prima della scelta del candidato premier del centrosinistra e forse anche dell’ultima prima delle prossime elezioni politiche, in cui soltanto a uno dei due toccherà la sorte di sfidare Giorgia Meloni nel confronto diretto per Palazzo Chigi, si può tranquillamente sostenere che sono agli antipodi: lei conta, lui pesa.
Lei, Elly Schlein, punta al massimo del consenso tra i suoi (leggasi, gli elettori del Pd), sapendo che se riuscisse nell’impresa di ridurre al minimo le perdite (il divario tra Pd e 5 Stelle, fotografato ieri da Nando Pagnoncelli sul Corriere, è di quasi sei punti percentuali) la nomination sarebbe sua.
Lui, Giuseppe Conte, fa l’opposto: se la segretaria del Pd fa incetta di appuntamenti identitari alla ricerca di piccole o grandi folle da contare, lui mette insieme incontri e presentazioni del suo libro con pezzi di establishment politico esterni al Movimento 5 Stelle, alla ricerca di sponsor che possano trasformarsi in endorsement per la sua candidatura.
In questo senso, la giornata di ieri è emblematica del modo diametralmente




