
Negli ultimi tempi il Portogallo è molto presente nelle dinamiche del club rossonero, in diversi ambiti e sotto diversi aspetti tra affari di mercato, sfoghi e allenatori transitati da Milanello
C’è stato quello olandese. Quello brasiliano. E ovviamente quello dello zoccolo duro italiano, altrettanto iconico. Negli ultimi tempi invece si sta facendo largo il Milan alla portoghese. Nulla di paragonabile a Baresi, Maldini, Gullit, Van Basten, Kakà e Ronaldinho, ovviamente. Il Diavolo lusitano è più un puzzle di situazioni provenienti da angolazioni diverse, la maggior parte delle quali tutt’altro che felici. Ma è un Portogallo indubbiamente sempre più ricorrente nelle dinamiche rossonere tra giocatori scontenti, allenatori appena sbarcati, super procuratori ed ex tecnici arrivati col tappeto rosso e bruciati in pochi mesi.
ciclo—
Quando è stato chiaro che Amorim stava rapidamente scalando la lista dei desideri di Cardinale e Ibra, avviandosi a diventare il nuovo timoniere rossonero, più di un tifoso ha riflettuto sull’opportunità di ritrovarsi in casa un allenatore portoghese. Negli ultimi tempi, Milanello se li sbrana. A Fonseca per esempio il club aveva affidato il compito – arduo – di battezzare un nuovo ciclo dopo quello fruttuoso di Pioli. Il problema di base era che Paulo arrivava




