
Il francese non è stato riscattato dall’Olympique Marsiglia e dal primo luglio tornerà ad essere ufficialmente un tesserato nerazzurro. Ma solo momentaneamente. Alle origini della sua rottura con l’ambiente e lo spogliatoio interista
Da “Benji l’interista” a “Pavard l’hater” il passo è breve. Il difensore francese, che dal 1° luglio tornerà ufficialmente ad essere un tesserato dell’Inter dopo il mancato riscatto da parte dell’OM, ha smentito via social le accuse di “traditore” circolate un’estate fa e di nuovo di recente postando il testo di una canzone: “Never been a hater, I don’t care enough”. Tradotto: mai stato un hater, non mi importa abbastanza. Ma per quale motivo? Cosa successe, davvero, la scorsa estate quando la dirigenza nerazzurra decise di spedire il francese a Marsiglia e puntare su Akanji? Le cause dell’addio si frullano tutte insieme in un bel mix di ingredienti diversi, ma andiamo con ordine.
due motivi… più uno—
Il primo aspetto, come naturale che sia, porta al campo. Pavard sbarcò a Milano nell’estate del 2023 dopo l’esperienza al Bayern, con un fortissimo desiderio di vestire il nerazzurro da parte sua e una convinzione altrettanto chiara da parte di Simone Inzaghi, all’epoca tecnico interista, che considerava il francese




