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A22, il pedaggio ambientale chiesto dal Pd mette in allerta gli autotrasportatori: «Sarebbe un colpo letale all’economia»

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La mozione mercoledì in consiglio regionale. I dem denunciano «l’insostenibile aumento del traffico pesante» e «l’impatto acustico che soffoca valli e centri abitati»

Alla vigilia della discussione in consiglio regionale (in agenda domani, mercoledì 17 giugno), si anima il dibattito sulla mozione del Pd sull’introduzione di un «pedaggio ambientale europeo lungo l’A22». «Chi inquina paga»: questo il principio alla base del documento, che denuncia «l’insostenibile aumento del traffico pesante» sull’arteria e pone l’accento sull’«impatto inquinante e acustico che soffoca le valli e i centri abitati». 

Ma in attesa di capire come si muoverà l’Aula, a dirsi preoccupato è il presidente di Fai Conftrasporto regionale Andrea Pellegrini. Il quale condivide «la necessità di tutelare la salute pubblica e l’ambiente alpino». Ma senza infliggere, dice, un «colpo letale» all’economia del territorio: «Dobbiamo distinguere — avverte — tra chi attraversa la nostra regione per scelta speculativa e chi lo fa per necessità vitale». E il «traffico parassitario» sull’A22 raggiunge quota 22-23%: di fatto, mezzi stranieri che approfittano delle tariffe italiane più basse. «Ma per le aziende del territorio l’A22 non è una scelta di convenienza» rilancia Pellegrini. Che propone di introdurre «esenzioni, sgravi o abbonamenti agevolati» per le aziende che hanno sede legale

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