di Redazione Economia
Se l’amministratore del condominio non chiede in forma scritta la garanzia che l’attività di affitto breve rispetti le regole, si configura una «negligenza»?
Si configura una «negligenza» da parte dell’amministratore del condominio, dove alcuni proprietari non residenti praticano l’affitto breve, il non chiedere in forma scritta la garanzia che l’attività venga svolta nel totale rispetto delle leggi e regolamenti che la disciplinano, data in particolare la delicatezza della materia con le sue ricadute sociali su sicurezza e privacy? Questa è una delle domande che i lettori del Corriere hanno sottoposto alla piattaforma «Chiedi all’Esperto».
La risposta
In primo luogo sono i condomini che esercitano l’attività di locazione breve ad essere responsabili del rispetto di leggi, regolamenti condominiali e limiti di rumorosità e immissioni in generale. L’amministratore non può pretendere da loro «garanzie scritte» su questi temi. A rispondere è il caporedattore de L’Economia Massimo Fracaro, la cui risposta prosegue qui.
La piattaforma
Ricordiamo che i lettori possono inviare gratuitamente le loro domande e che professionisti e consulenti risponderanno in base alle norme attualmente in vigore. Accedendo alla piattaforma, inoltre, sarà possibile non solo ricevere le risposte degli esperti, ma anche consultare l’archivio dei temi trattati precedentemente




