Cresce in Albania la protesta contro un maxi progetto turistico sulla costa adriatica collegato a Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. A Tirana si è svolto il quattordicesimo giorno consecutivo di manifestazioni, con migliaia di persone scese in strada ogni sera per contestare l’iniziativa. I manifestanti, armati di fischietti e sagome raffiguranti fenicotteri, denunciano i possibili danni ambientali che il resort di lusso potrebbe causare agli habitat di alcune specie migratorie protette. Il progetto interessa un’isola abbandonata e un tratto di litorale nel sud del Paese. Il governo albanese sostiene che lo sviluppo dell’area rappresenti un’opportunità strategica per l’economia nazionale, favorendo l’ingresso dell’Albania nel mercato del turismo di alta gamma e rafforzando il percorso verso l’adesione all’Unione Europea. Le critiche arrivano però da associazioni ambientaliste e dagli oppositori del primo ministro socialista Edi Rama. In un’intervista, Rama ha difeso il progetto e l’operato del suo governo sul fronte ambientale, dichiarando di non avere intenzione di fare passi indietro e accusando attivisti informatici stranieri di alimentare le proteste. Nel frattempo le manifestazioni si stanno allargando anche alle comunità albanesi residenti in Grecia e in altri Paesi europei. Le richieste dei partecipanti sono diventate sempre più politiche: oltre




