
di Peppe Aquaro
Acciaio e carta trainano, ora ci vogliono nuovi strumenti per il riciclo
Come sta l’Italia ad economia circolare? E quali sono i nostri punti forti nel riciclo rispetto altri Paesi europei? Più di una risposta in una fotografia scattata dall’Istituto Ambiente Italia. L’immagine riporta, percentuale dopo percentuale, le performance del nostro Bel Paese e degli altri del Vecchio Continente, in materia di: circolarità, transizione energetica e decarbonizzazione. Tutto questo in un report, giunto alla decima edizione, presentato lo scorso mese al festival, “Circonomia”, e nel quale non
mancano piccole, grandi sorprese che fanno riflettere.
Primati
E se transizione energetica e decarbonizzazione fanno registrare un rallentamento rispetto alla rincorsa energetica degli ultimi quindici anni (soltanto nel 2022, stando ai 23 indicatori del report, eravamo leader in Europa nella transizione energetica, mentre oggi siamo quarti, dietro Danimarca, Olanda e Austria) reggono molto bene gli indicatori legati alle performance di riciclo. «Lo eravamo per la carta e lo siamo ancora, virtuosi, ma anche sull’impiego di altre materie prime seconde, pensiamo all’alluminio o all’acciaio, per i quali siamo i primi in Europa e anche in crescita, con un riutilizzo che si aggira, nell’industria manifatturiera, tra l’80 e il 90 per




