
di Camilla Bianchi
A 550 anni dalla morte del condottiero, l’esperto propone una nuova lettura del monumento
Francesco Caglioti, docente di storia dell’arte medievale alla Scuola Normale Superiore di Pisa, uno dei massimi esperti di scultura rinascimentale, terrà domani alle 17 nella Sala dei Giuristi del Palazzo del Podestà una lectio magistralis sulla Cappella Colleoni promossa dal Luogo Pio Colleoni a 550 anni dalla morte del condottiero.
Professore, c’è ancora da indagare sulla Cappella Colleoni?
«Direi di sì, forse non in sede locale, perché i bergamaschi sono stati molto bravi e hanno fatto tanto, ma qualcosa da scoprire resta, arrivandoci da un punto di vista esterno, come proverò a fare nel mio intervento. Colleoni e i suoi consiglieri avevano ben chiaro come si dovesse celebrare un grande condottiero, sull’esempio degli imperatori antichi. Succede nella storia dell’arte italiana, così ricca e generosa in ogni suo anfratto, che gli studiosi locali si concentrino sul loro specifico, poi però le cose vanno messe in rete, perché il giudizio si dà per paragone. Partendo dal presupposto che Colleoni aveva percorso in lungo e in largo l’Italia sin dalla giovinezza, farò un discorso di lunga durata cronologica e di largo spettro geografico proprio




