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AI, tool e competenze: perché la tecnologia da sola non basta più alle imprese

di Laura Magna

Dalla compliance agli F24, la nuova frontiera non è più adottare software ma ripensare processi, competenze e governance. Tra AI, CSRD e digitalizzazione, il rischio è automatizzare inefficienze invece di creare valore

L’intelligenza artificiale sta entrando nelle imprese italiane da una porta diversa rispetto a quella immaginata fino a pochi anni fa. Non più soltanto innovazione tecnologica o sperimentazione, ma necessità operativa. A spingere le aziende verso l’automazione non è solo la ricerca di efficienza, ma una crescente complessità normativa e gestionale che rende sempre più difficile continuare a governare l’impresa con modelli organizzativi frammentati, flussi manuali e dati distribuiti tra Excel, email e software non integrati.

La trasformazione riguarda soprattutto quelle che fino a ieri venivano considerate “funzioni satellite”: amministrazione, compliance, controllo, reporting, gestione documentale, pagamenti, procurement. Attività spesso percepite come infrastruttura invisibile del business e che oggi stanno diventando il terreno su cui si gioca la competitività delle imprese.

Secondo una ricerca di EY, circa il 75% delle funzioni finance è ancora nelle prime fasi di implementazione della GenAI e solo una minoranza ha già scalato l’intelligenza artificiale sull’intera funzione. Eppure il potenziale è enorme: i leader finance stimano che

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