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Mercedes-AMG GT 4-door Coupé: così nascono i motori elettrici firmati da 63 specialisti

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Questione di fisica. Il principale vantaggio è proprio questo: rispetto ai tradizionali motori a flusso radiale, le – ancora rare – soluzioni a flusso assiale offrono una maggiore compattezza, soprattutto in senso longitudinale.

Nei motori classici, infatti, la parte rotante (rotore) si muove all’interno della parte statica (lo statore) che origina il campo magnetico orientato proprio in direzione radiale, ovvero dal centro verso l’esterno. Gli avvolgimenti di rame sono disposti lungo la corona dello statore, che, giocoforza, deve avere un certo sviluppo in lunghezza.

Nei motori a flusso assiale, invece, lo statore è rappresentato da un disco su cui vengono montati gli avvolgimenti (18 nel caso del motore trifase Mercedes, ovvero sei per ogni fase) e generano campi magnetici paralleli all’asse di rotazione del rotore (due nel caso dei motori prodotti a Marienfelde, che raggiungono una velocità di 15.000 giri al minuto). Su questi ultimi sono fissati i magneti permanenti che “inseguono” il campo elettromagnetico generato di volta in volta dalle varie bobine del sistema trifase: nel caso dei motori Mercedes si sviluppano per una settantina di metri. Su una GT 4-door Coupé si arriva in totale a 250 metri di rame.

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