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Mille Miglia, quando le difficoltà diventano innovazione

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Una volta aperto il libro dei ricordi, sono emerse anche storie ed esperienze, al centro del secondo talk dell’evento, moderato da Laura Confalonieri, vicedirettore di Ruoteclassiche. Le testimonianze dei protagonisti hanno sottolineato come, spesso, più che le vittorie furono le sconfitte a scatenare l’evoluzione delle automobili. E come, in tempi di autarchia sotto il fascismo, la Mille Miglia arrivò perfino a sperimentazioni estreme, come quella del gasogeno (esempio ante litteram di carburante alternativo).

Lorenzo Ardizio, curatore del Museo Alfa Romeo e responsabile del Centro Documentazione, ha poi ricordato, tra le altre cose, come la 6C Alfa Romeo – ancor prima di conquistare la prima delle 11 vittorie della Casa nella Mille Miglia – sia stata anzitutto la capostipite di un laboratorio progettuale. “In quei tempi”, ha spiegato Pietro Camardella, ex designer di Pininfarina e Ferrari, “l’auto era ancora giovane: c’era grande sperimentazione. E dopo la guerra, che aveva resettato tutto, c’era tanta voglia di esprimere idee: una spinta prima perduta e poi recuperata. Da lì è nata l’auto moderna”.

Insomma, “la Mille Miglia ha insegnato agli italiani a fare le automobili”, per citare ancora Enzo Ferrari. E oggi guarda ancora in quella direzione, cercando di trainare l’innovazione e stimolare il

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