di Stefano Montefiori
Il presidente francese ha convinto il ceo giapponese a investire 75 miliardi nei centri di calcolo in Francia per l’intelligenza artificiale. Potranno vendere i dati anche negli Usa (di notte)
Nel castello di Versailles il presidente francese Emmanuel Macron ha organizzato una settimana fa il suo ultimo Choose France, l’evento con il quale in questi anni ha cercato di attrarre investimenti stranieri, soprattutto — ma non solo — nei settori delle nuove tecnologie, in coerenza con il suo sogno di fare della Francia una startup nation. L’uso di formule in inglese, l’attenzione per la modernità e per le attività alla moda non hanno procurato solo simpatia a Macron, anzi: ora che è giunto quasi alla fine del suo secondo mandato, e che si appresta a lasciare l’Eliseo nella primavera 2027, molti oppositori gli rimproverano ancora di avere accentuato la separazione tra l’élite globalizzata e la maggioranza della popolazione, per la quale i concetti di Choose France e startup nation sembrano formule fumose. Ma al di là delle critiche, Macron può vantare — in particolare quest’anno — successi notevoli, come l’investimento record annunciato dal gruppo giapponese di investimenti tecnologici Softbank: 75 miliardi di euro per




