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Pirelli, ricorso dei soci cinesi contro il golden power del governo: cosa succede adesso?

di Redazione Economia

Sinochem contesta il provvedimento dell’esecutivo che la obbliga a non avere più di tre rappresentanti in cda e nessuno con ruoli esecutivi

I soci cinesi di Pirelli aprono una battaglia legale con il governo italiano. China National Tire & Rubber Corporation e Marco Polo International Italy, che fanno entrambe capo a Sinochem, il colosso industriale sotto il controllo diretto del governo della Repubblica Popolare Cinese, hanno fatto
ricorso al Tar del Lazio, contestando le ultime prescrizioni del governo italiano che li obbliga a non avere più di 3 rappresentanti in cda e nessuno con ruoli esecutivi.

I ricorsi

Sul tavolo dei giudici amministrativi ci sono ora due distinti ricorsi, ma di contenuto identico, che chiamano in causa, tra gli altri, la presidenza del Consiglio dei Ministri, il ministero delle Imprese e del Made in Italy ed altri ministeri, e chiedono l’annullamento del decreto del 10 aprile con il quale, sono state imposte condizioni e prescrizioni sulla loro quota in Pirelli, circa il 34,1%, se e fino a quando non scenderà sotto il 10 per cento.

Le liste per il cda

Poiché Sinochem non rinuncia ad essere un azionista `di peso´, i suoi diritti di voto

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