di Federico Fubini
La maxi-Ipo di SpaceX potrebbe valutare il gruppo quasi 2.000 miliardi di dollari, nonostante perdite elevate e una governance in stile «assiro-babilonese». Un debutto che riaccende il dibattito su mercati, potere e regole a Wall Street
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La scalata della prima banca italiana su un’altra banca a cui fa capo la quota più grande della prima compagnia italiana di assicurazioni, ha già avuto un primo, insignificante effetto collaterale: meno tempo e spazio per me per raccontarvi il colpo del secolo. In realtà l’ho già raccontato oltre un anno e mezzo fa, quando era già chiaro che Elon Musk mirava a quotare in borsa quanto prima la sua attività spaziale. Lo farà a partire da questa settimana: da venerdì parte la più grande offerta pubblica iniziale di una parte delle azioni di SpaceX per circa 75 miliardi di dollari (la più grande di sempre), che dovrebbe portare il gruppo spaziale di Elon Musk a un valore complessivo di quasi duemila miliardi di dollari e lui stesso a diventare il primo uomo con un patrimonio personale da oltre mille miliardi di dollari.




