Il Monte dei Paschi, oggetto delle mire incrociate di Intesa-Unipol e di Bamco Bpm-Crédit Agricole, è la creatura di Luigi Lovaglio, il manager che l’ha portata dai 2,5 miliardi di capitalizzazione dell’autunno 2022 agli oltre 27 miliardi di oggi. Il ceo dell’istitu-to senese ha sempre saputo che ci sarebbe stata una nuova fase di consolidamento bancario ma prima forse avrebbe preferito completare l’aggregazione tra il Monte e Mediobanca. La nuova ondata di consolidamento impone invece un’accelerazione del riassetto. La soddisfazione è che tutte le operazioni allo studio passano per Siena, un tempo la cenerentola del credito, oggi protagonista, anche grazie all’offerta su Piazzetta Cuccia.
Lovaglio, tornato in sella al Monte all’assemblea di aprile dopo esserne stato estromesso, ha trasformato Rocca Salimbeni nell’asset più appetibile sul mercato per i colossi bancari e assicurativi. Il manager non ha voluto disfarsi della quota del 13,2% in Generali che detiene attraverso Mediobanca. Una partecipazione che ora cattura l’interesse della prima banca del Paese e di una compagnia come Unipol che possiede Bper.
8 giugno – 10:01
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