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Ritorno al nucleare in Italia, perché non sarà necessario fare un nuovo referendum

di Fausta Chiesa

La Camera ha dato il primo sì e con l’ok del Senato il riavvio del programma nucleare sarà legge. Eppure i cittadini italiani si sono detti contrari con due voti nel 1987 e nel 2011. Cosa succederà? La risposta del giurista Guzzetta

La Camera il 4 giugno ha dato il primo sì al ddl sul nucleare sostenibile. Dopo l’ok del Senato il riavvio del programma nucleare sarà legge. Eppure i cittadini italiani si sono detti contrari con due voti popolari nel 1987 e nel 2011. La domanda che in molti si fanno è: sarà necessario fare un nuovo referendum per sondare la volontà della popolazione?

I due referendum sul nucleare

I due referendum si svolsero a novembre 1987 e a giugno 2011. Il primo, seguito alla tragedia di Chernobyl il 26 aprile 1986 nell’Unione Sovietica, portò alla chiusura delle quattro centrali attive di Trino Vercellese, Caorso, Latina e Garigliano, mentre era già stata bloccata l’anno prima a seguito del voto l’entrata in funzione della quinta centrale nucleare a Montalto di Castro. Finiva così l’era dell’uso pacifico dell’energia nucleare, che l’Italia aveva inaugurato nel 1963, tra le prime nazioni in Europa. Il secondo fu in risposta al tentativo

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