di Fabio Savelli
Parla il fondatore dell’utility britannica: «Un singolo imbuto come lo Stretto di Hormuz può aumentare i prezzi all’ingrosso del gas anche del 60% in una sola settimana. Siamo di fronte ad una vulnerabilità sistemica»
Greg Jackson è uno degli imprenditori più influenti nel settore dell’energia sostenibile britannica. Con la sua Octopus, nata appena dieci anni fa e oggi attiva in 27 Paesi con 11 mila dipendenti, è riuscito a superare colossi storici come British Gas, costruendo un gruppo da 12,4 miliardi di sterline di ricavi e oltre 7 miliardi investiti in progetti green. Sul manager hanno puntato figure di primo piano come Al Gore e Carlo III, mentre il premier britannico Keir Starmer lo ha voluto come consulente a Downing Street. Jackson guarda con grande interesse anche all’Italia, dove ha appena investito oltre un miliardo di euro entro il 2030, dopo aver già destinato più di 120 milioni a innovazione e infrastrutture dal 2022.
Il simbolo della società
Il simbolo della società, una piovra rosa, nasce quasi per caso dal nome del primo investitore, ma è diventato il marchio di un’azienda che vuole trasmettere vicinanza e semplicità ai clienti. Jackson racconta di aver iniziato la




