
«Mi sentivo libera», dice oggi dal salotto della sua casa di Sesto San Giovanni.
La parola «Repubblica» la fa ancora commuovere. Luigia Agnese Mandelli abbassa lo sguardo per un istante, poi sorride. A 103 anni – 104 il prossimo novembre – conserva nella memoria immagini nitide di quel 2 giugno 1946: il vestito bello indossato per andare al seggio, «ma niente trucco», il cortile della scuola Falck gremito di persone e, soprattutto, l’emozione di mettere per la prima volta una scheda nell’urna. «Mi sentivo libera», dice oggi dal salotto della sua casa di Sesto San Giovanni. A questo link l’articolo completo.
02 giugno 2026
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