
di Silvia M.C. Senette
L’ex assessora provinciale e difensora civica assume la presidenza del Centro che nell’ultimo anno ha accompagnato 530 migranti. Sul Cpr di Trento: «Politica inefficace»
«Anche il vescovo Tisi e papa Leone parlano delle migrazioni come “benedizione” e “nuova possibilità”. Io sono il nano sulle spalle dei giganti. Ogni tanto sento ancora il ruggito del mio “spirto guerrier”, la tentazione di salire sulle barricate; ma ora serve mediazione». Parole schiette che segnano il ritorno pubblico di Donata Borgonovo Re. A 68 anni, l’ex assessora provinciale e difensora civica assume la presidenza del Centro Astalli, realtà che nell’ultimo anno ha accompagnato 530 migranti. La nomina riaccende i riflettori su una figura chiave dell’accoglienza diffusa opposta alla linea di Fugatti. Giurista, già garante degli studenti all’ateneo, Borgonovo Re accetta la sfida con gratitudine.
Dopo anni lontana dai radar come nasce questa nomina?
«Il legame con Astalli è iniziato vent’anni fa, quando da difensora civica supportavo il primo direttore, Abdelazim Koko, nei complessi rapporti con i consolati per i ricongiungimenti. Negli ultimi anni all’Università, con i corsi di Diritto delle migrazioni, il dialogo è rimasto costante e a dicembre il past president Stefano Graiff mi ha chiesto la




