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Mondiali 2026, biglietti impazziti: si entra con 86 euro ma c’è chi ne paga 17.000

C’è un paradosso che racconta bene la nuova geografia commerciale del calcio globale: assistere a una partita dei Mondiali 2026 può costare meno di 90 euro, ma un singolo biglietto può arrivare anche oltre i 17mila euro. Dipende da dove si guarda, da chi gioca, dalla città ospitante e soprattutto da quanto il mercato secondario ha già cominciato a muoversi.

Secondo uno studio realizzato da SeatPick sul mercato della rivendita dei biglietti per la Coppa del Mondo 2026, il prezzo medio richiesto per i tagliandi è crollato del 65% da inizio stagione, assestandosi a 1.362 euro. Una cifra ancora alta, certo, ma molto inferiore rispetto alle prime quotazioni. A spingere verso il basso i prezzi è soprattutto l’aumento gigantesco dell’offerta: i biglietti disponibili sui grandi hub globali della rivendita sono passati da 16mila a quasi 886mila, con una crescita superiore al 5.500%.

Il Mondiale allargato a 48 squadre, il primo con questa formula e distribuito tra Stati Uniti, Canada e Messico, produce così un effetto doppio: da una parte partite molto più accessibili, dall’altra match già trasformati in beni di lusso per collezionisti, tifosi facoltosi e appassionati disposti a pagare cifre estreme.

Mondiali 2026, biglietti impazziti: si entra con 86 euro ma c’è chi ne paga 17.000

La partita più economica costa 86 euro

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