
L’azzurro, agli ottavi del Roland Garros, sembra rinato. Merito anche del coach svedese: “Tutti i giorni mi dice che sono uno dei giocatori più forti del mondo”
31 maggio – 17:05 – PARIGI
Galeotta fu la Laver Cup. È lì che nel 2021, anno della sua prima convocazione, Matteo Berrettini si ritrova a lavorare fianco a fianco con Thomas Enqvist, l’ex n.4 del mondo che a quei tempi è vice capitano del Team Europa dopo un’esperienza da coach con Fernando Verdasco nel 2014. Scatta l’empatia (“Thomas è una persona super con cui avevo già avuto modo di relazionarmi in Laver Cup. Ci eravamo trovati molto bene”) e così alla fine del 2025, quando Matteo sta provando a uscire dall’ennesimo tunnel di dubbi e tormenti legati a una sequela infinita di infortuni ed è alla ricerca di un super coach che possa affiancare Alessandro Bega, il pensiero corre allo svedese finalista in Australia nel 1999, sconfitto da Kafelnikov.
I DUBBI PERSONALI—
L’ingresso nel team viene ufficializzato a marzo di quest’anno, prima di Indian Wells. The Hammer non è alla ricerca di un allenatore che ne reimposti i parametri tecnici: anche




