di Fausta Chiesa e Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Nelle ore centrali del giorno la produzione di energia solare spesso supera la domanda. La soluzione? La flessibilità dei consumi. Anche di noi piccoli consumatori
Le rinnovabili hanno raggiunto un traguardo storico: nel 2025 hanno superato il carbone diventando la prima fonte globale di elettricità. Un successo costruito in poco più di un decennio grazie al crollo dei costi del solare e dell’eolico, agli incentivi pubblici e alla corsa europea all’indipendenza energetica dopo la crisi del gas del 2022.
Ma proprio questo successo sta aprendo una nuova fase della transizione energetica, quella della cosiddetta «over generation». Il problema, oggi, non è più soltanto produrre energia pulita. È riuscire a utilizzarla tutta, quando serve.
Il paradosso del successo del solare
In Europa il fenomeno è già evidente. Nelle ore centrali delle giornate più soleggiate, la produzione fotovoltaica supera sempre più spesso la capacità della rete o della domanda di assorbirla. Il risultato è un eccesso di offerta che spinge i prezzi dell’elettricità sottozero e costringe gli operatori a staccare temporaneamente gli impianti.
In gergo si chiama «curtailment»: energia disponibile ma da tagliare o da contingentare perché non si può trasportare o non serve.




