
Timber recupera. Il tecnico sulla finale col Psg: “Luis Enrique un esempio per tutti da giocatore e da allenatore. Ma noi, dopo la Premier, possiamo scrivere un nuovo capitolo della nostra storia”. Saka: “Far impazzire Londra? Sappiamo cosa significherebbe per i tifosi”
Il tempo per capire dove ha portato l’Arsenal se lo prenderà domani, dopo questa partita. Mikel Arteta non ha tempo ora per rendersi conto di quello che ha fatto, di come i suoi sei anni e mezzo di lavoro hanno riportato i Gunners tra le grandi d’Inghilterra e ora anche d’Europa, con la finale di Champions League da giocare domani a Budapest contro il Psg. È solo questo che interessa al 44enne tecnico: la finale, la prossima partita, quella coppa così ambita che l’Arsenal nella sua storia non ha mai vinto da provare a conquistare. Il resto può aspettare: “Voglio andare in campo ora, stare con i miei giocatori, vivere il momento: al resto penseremo domani sera – dice in conferenza stampa nella pancia della Puskas Arena, rispondendo a una domanda della Gazzetta -. Ci siamo guadagnati il diritto di essere arrivati a questo punto, che è già fantastico. Il nostro obiettivo però è chiaro e dobbiamo



