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Una stanza illuminata giorno e notte: così l’arte racconta la società senza pause

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di Alessandra Nardini

La mostra Noon – Non toccare il quadro elettrico di Nicola Vincenzo Piscopo presso la Galleria Rubin a Milano porta all’esasperazione il concetto di consumo (e di spreco) per renderlo evidente nella sua assurdità. Una stanza (quasi) vuota e una luce sempre accesa

Uno spazio acceso notte e giorno, visibile anche dall’esterno, quando è tutto chiuso. È questa l’idea di Noon – Non toccare il quadro elettrico di Nicola Vincenzo Piscopo presso Galleria Rubin, a Milano. Sembra uno scherzo, perché entrando nello spazio espositivo, la galleria è vuota e l’unico elemento visibile, il quadro elettrico (o meglio, una sua riproduzione), coincide paradossalmente con la causa di tutto ciò.

Il concetto della mostra inaugurata martedì 26 (e visibile fino a sabato 30 maggio) è quello di un mezzogiorno eterno: il punto di massima luce, ma anche la condizione estrema di una società che non conosce più oscurità, pausa o sospensione. Un tempo continuo, produttivo e insieme sterile, dove anche l’illuminazione diventa uno stato permanente che non mostra niente. Il quadro elettrico della galleria, trasformato in opera, diventa così allegoria dei sistemi che alimentano arte e società. Per tutta la durata dell’esposizione lo spazio resterà illuminato

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