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Legge elettorale, lite sul nuovo testo. E la maggioranza tratta sulle preferenze

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di Marco Cremonesi

L’opposizione: modifiche inutili. La replica: niet sovietico

Per una legge elettorale «scritta insieme» c’è ancora da attendere: probabilmente un pezzo. Per lo Stabilicum, la legge elettorale voluta dal centrodestra invece i lavori proseguono. Le novità rispetto al testo precedente sono state messe a punto dagli sherpa del centrodestra e sono sostanzialmente tre: per ottenere il premio di maggioranza sarà necessario che una coalizione raggiunga il 42%, il 40% non basta più. 

Punto secondo, il tetto massimo che una coalizione può raggiungere alla Camera grazie al premio non è più di 230 seggi (con la possibilità di arrivare a 240 con gli eletti all’estero e le autonomie), ma soltanto di 220, al Senato si passerebbe da 114 a 113. Infine, è scomparsa qualunque ipotesi di ballottaggio, fin qui prevista se entrambi gli schieramenti non raggiungessero la soglia utile a far scattare il premio. Lacuna vistosa, le preferenze.

Su questa base non formalizzata, ieri si sono aperti i lavori della commissione Affari costituzionali della Camera, presente la ministra delle Riforme Casellati. E subito i toni si sono accesi. Le opposizioni chiedevano un nuovo testo prima di proseguire con la discussione generale, il leghista Igor

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