
Il dibattito sulla sorte dei militanti della flotillia sequestrati in alto mare dalla Marina israeliana e la voce potente del presidente israeliano
Il dibattito sulla sorte dei militanti della flotillia sequestrati in alto mare dalla Marina israeliana e trascinati nel porto di Ashdod, ammanettati, inginocchiati, umiliati, si è arricchito in queste ultime ore, in questi ultimi giorni, di una voce importante, potente, che è la voce del presidente israeliano Isac Herzog. Senza mai chiamarlo in causa per nome, si è riferito chiaramente ai comportamenti del ministro della Sicurezza e della sua polizia, delle guardie carcerarie che sono accusate di aver abusato violentemente, dei detenuti della flotiglia imprigionati in quelle ore. Herzog ha ricordato ciò che per noi dovrebbe essere piuttosto ovvio, ovvero che il corpo dei prigionieri è sacro, che l’umanità e la moralità non vanno messi in discussione, che è un atto di barbarie abusare dei detenuti.
Non solo il presidente israeliano ha allungato lo sguardo anche a ciò che accade in Cisgiordania e alle violenze alle brutalità, questa è stata la definizione che ha usato, e dei coloni contro i contro i palestines. Ha parlato di folla anarchica che mette a dura prova la




