
«Quando da sindaca di Gragnano fui colpita dal provvedimento di obbligo di dimora fuori regione avevo, purtroppo, in corso una gravidanza difficile»
«La fine di un incubo, la parola fine ad una vicenda che si trascina da 17 anni e che ha provocato tantissima, inspiegabile sofferenza. Da sindaco di
Gragnano fui accusata del reato di tentata concussione per una vicenda relativa alla gara del trasporto scolastico. Travolsero un’intera amministrazione gettando ombre dove non c’erano. Abbiamo tutti pagato un prezzo troppo alto per un processo che non aveva ragione di esistere. Dedico quest’assoluzione a una bambina che non è mai nata perché quando fui travolta dal provvedimento cautelare di allontanamento fuori regione avevo in corso una gravidanza difficile»: lo dice la deputata di Forza
Italia Annarita Patriarca. La Corte di Appello di Napoli, accogliendo le tesi della difesa degli avvocati Mario Griffo e Francescopaolo De Rosa, ha integralmente confermato la sentenza di assoluzione pronunciata in primo grado nei suoi confronti respingendo l’impugnazione proposta dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata. Il
procedimento traeva origine da un’ipotesi accusatoria di tentata concussione , sulla quale il giudice di prime cure si era già espresso con formula assolutoria piena. La Procura aveva interposto appello,




