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“Non è così che giochiamo”. Il mago Popovich entra in spogliatoio dopo gara 3 e riaccende gli Spurs

Dopo gara 3 persa contro Okc, Pop è entrato per la prima volta nello spogliatoio per parlare alla squadra. Da Wemby a Carter Bryant, tutti raccontano il peso della presenza di El Jefe in palestra

Giulia Arturi

Giornalista

25 maggio – 21:24 – MILANO

Gregg Popovich, El Jefe, il comandante. Trent’anni sulla panchina degli San Antonio Spurs, cinque titoli Nba, poi l’ictus nel novembre 2024 che lo ha costretto a lasciare definitivamente la panchina. Ma El Jefe, che oggi ha 77 anni, è per sempre, e la sua presenza continua a essere una costante al fianco dei giocatori e dello staff tecnico di San Antonio. D’altra parte, quel modo di fare, quell’ambiente, li ha plasmati lui. Dopo gara 3 persa contro Oklahoma City Thunder, coach Pop è entrato nello spogliatoio. “È stato presente per tutta la stagione”, ha spiegato De’Aaron Fox dopo gara 4, questa volta vinta dagli Spurs. “Ma quella è stata la prima volta che è entrato subito dopo una partita per dirci davvero cosa pensava. Ha detto una cosa tipo: ‘No, queste sono cazzatte, non è così che giochiamo a basket'”. Detto fatto.

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