Home / Spettacoli / «Running Point 2», una stagione che gioca troppo in difesa

«Running Point 2», una stagione che gioca troppo in difesa

image

di Aldo Grasso

Kate Hudson è protagonista della serie Netflix, presidente di una squadra di basket

C’è un sottile confine tra il consolidamento di uno stile e la pigrizia creativa. «Running Point», la comedy sportiva targata Netflix e firmata da Mindy Kaling ed Elaine Ko, torna con una seconda stagione che sembra aver scelto la strada del minor rischio possibile. Se il primo capitolo ci aveva sorpreso per la capacità di «profanare» il tempio sacro dell’NBA con uno sguardo femminile lucido e irriverente, questi nuovi dieci episodi mostrano il fiato corto di una narrazione che fatica a evolvere.

La premessa rimane solida: Isla Gordon (una Kate Hudson magnetica e perfettamente in parte) non è più l’outsider chiamata a gestire l’emergenza, ma il volto operativo dei Los Angeles Waves. Il cuore del conflitto è il ritorno del fratello Cam (Justin Theroux) dalla riabilitazione: lui rivuole il suo trono, lei non è più disposta a fare la comparsa. Tuttavia, proprio qui la scrittura segna il passo. Se nella prima stagione la lotta di Isla contro il patriarcato sportivo aveva il sapore della conquista, qui la dinamica si avvita su sé stessa. Per almeno sette episodi, il duello tra fratelli

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: