
Il proprietario di RedBird vuole gestire più direttamente la società. Non ha apprezzato le divisioni interne, ora vuole una macchina che funzioni in sintonia
Il giorno uno dell’anno zero. Il Milan è all’ennesima rivoluzione. La prima però totalmente decisa da Gerry Cardinale. Dopo una notte insonne il proprietario del Milan ha deciso di fare piazza pulita. Da oggi in poi metterà direttamente le mani dentro il Milan e il comunicato mandato qualche ore fa segna l’inizio di un nuovo corso. Il suo periodo, diciamo così, di apprendimento è finito. Cardinale ha già iniziato da tempo il lavoro che porterà in una settimana (più o meno) ad avere un nuovo ad, un nuovo ds e un nuovo allenatore. Spoiler: il tecnico potrebbe essere straniero, e dovrà giocare all’attacco. Alla Fabregas, per capire, molto meno alla Antonio Conte. Basta 3-5-2, basta calcio difensivo. Con ordine. Per la verità molti cambiamenti Cardinale li avrebbe fatti anche prima ma il fallimento (catastrofe è la parola più gentile che viene usata in queste ore ai vertici di Casa Milan) dell’esclusione dalla Champions non consente altra scelta. Ha fallito Giorgio Furlani quindi, che è bravo con i numeri e a far tornare i conti, ma viene




