
di Redazione Online
I due attibisti italiani della Flotilla di cui da domenica si erano perse le tracce saranno trasferiti da Sirte a Bengasi e verranno presto espulsi
I due attivisti italiani della Flotilla di cui da domenica si sono perse le tracce in Libia sarebbero stati trasferiti a Bengasi e trattati come possibili clandestini.
Lo riferiscono fonti informate della vicenda. I due potrebbero essere presto espulsi.
I due italiani fanno parte di un gruppo di 10 attivisti che erano entrati nella zona controllata dal generale Haftar per negoziare la ripartenza della Flotilla di terra.
«Siamo in stato di allerta perché non sono tornati, tra loro ci sono due italiani – Domenico Centrone e Dina Alberizia», aveva detto al Corriere Marco Contadini, capo della delegazione italiana del Global Sumud Convoy. I dieci attivisti – secondo Maria Elena Delia, portavoce italiana della Gsf – «potrebbero essere stati arrestati».
A seguire la situazione, sin da domenica, era l’Unità di crisi della Farnesina. Il convoglio di cui facevano parte, formato da 300 persone tra cui 13 italiani, è in viaggio dal 14 maggio con ambulanze e camion di aiuti per arrivare a Gaza.
Articolo in aggiornamento…




