Home / Economia / Che succede se riapre lo Stretto di Hormuz? Perché il traffico non tornerà normale e il prezzo del petrolio scenderà (ma non crollerà)

Che succede se riapre lo Stretto di Hormuz? Perché il traffico non tornerà normale e il prezzo del petrolio scenderà (ma non crollerà)

di Federico Fubini

Anche con un eventuale accordo fra Stati Uniti e Iran pesano l’incertezza sulle mine, i danni alle infrastrutture, la corsa alle scorte e il precedente di Bab el-Mandeb

La storia recente non offre molti precedenti di chiusure più o meno complete di uno stretto a causa di una guerra. Ma tutti gli esempi degli ultimi decenni puntano nella stessa direzione: non sarà rapido. Il ritorno alla normalità in un braccio di mare nel quale si è combattuto richiede sempre molto tempo ed è improbabile che questa volta sia diverso. Anche se realmente nelle prossime ore gli Stati Uniti e l’Iran annunciassero un accordo, per quanto transitorio, che riapre lo Stretto di Hormuz alla navigazione senza condizioni.

Il precedente di Bab el-Mandeb

L’esperienza di questi anni suggerisce che sarebbe irrealistico attendersi un risultato diverso. Alla fine nel 2023 gli Houthi, la milizia dello Yemen sostenuta dall’Iran, ha iniziato per esempio un’azione di disturbo e attacco ai mercantili che passavano dallo stretto di Bab el-Mandeb, al punto di congiunzione fra il Mar Rosso e Suez da un lato e dall’altro l’Oceano Indiano e la rotta più rapida che connette il Mediterraneo con la Cina. Il risultato fu

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