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Dazi e guerra in Iran, l’imprenditore del vino Lunelli: «Cina, Corea e India nuovi mercati»

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di Carla Ialenti

Trento, il ceo di Ferrari su export ed equilibri globali al Festival dell’Economia

Nuovi partner commerciali stanno ampliando le rotte delle merci italiane. Un cambio di rotta necessario dopo lo scossone causato dall’imposizione dei dazi americani e l’incertezza sulla fine del conflitto in Iran e, di conseguenza sulla riapertura dello stretto di Hormuz, attraverso cui passa circa il 20% del petrolio mondiale. «L’Asia è un territorio da esplorare: già il Giappone è il terzo Paese per le esportazioni di vino», ha detto Matteo Lunelli, presidente e amministratore delegato di Ferrari Trento, durante l’incontro alla Camera di Commercio di Trento «Export, dazi e nuovi equilibri globali», nell’ambito del Festival dell’economia. «Ci sono nuove opportunità anche in India, dove i dazi sono in discesa, e in Corea e ce ne saranno anche con il Mercosur (l’accordo commerciale tra Unione europea e Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay ndr)», ha aggiunto l’ad.

I nuovi mercati

Nonostante l’introduzione dei dazi da parte dell’amministrazione Trump «i nuovi mercati non sono comparabili alle esportazioni italiane di vino negli Stati Uniti — ha chiarito Lunelli —. I consumatori hanno abitudini diverse: se negli Stati Uniti bevono bibite gasate e fredde, in Cina preferiscono

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