
di Federica Marangio
La società pubblica dei trasporti non riesce nemmeno ad erogare i buoni pasto ai suoi dipendenti. Però, dopo un lungo contenzioso legale, si accorda con l’ex consigliere comunale di Mesagne che è anche parente di Matarrelli
Dai conti in rosso, che non permettono di erogare i buoni pasto ai dipendenti, al risarcimento record al cugino del politico. È un paradosso quello che scuote la Stp Brindisi, la società di trasporto pubblico partecipata da Provincia e Comune.
Da un lato, l’azienda si trova a gestire un buco di bilancio da 4 milioni di euro che ha già fatto scattare il blocco temporaneo dei buoni pasto per i 343 dipendenti per ora risolto, dall’altro, le casse pubbliche hanno liquidato a tempo di record un risarcimento monstre da 850 mila euro a un solo lavoratore: Antonio Esperte. Il protagonista di questa vicenda è un ex consigliere comunale di Mesagne cugino di Toni Matarrelli, l’uomo forte della politica brindisina, oggi presidente del Consiglio Regionale della Puglia e, all’epoca dei fatti, azionista di maggioranza della Stp in quanto presidente della Provincia.
La vicenda inizia nel 2013, quando Esperte che allora ricopriva l’incarico di
sindacalista Uil, si scontra duramente




