Il futuro delle mense scolastiche italiane passa anche dalla definizione di un prezzo considerato equo e sostenibile per il servizio. Per questo la decisione di Anac, Autorità nazionale anticorruzione, di avviare una consultazione pubblica sul prezzo di riferimento della ristorazione nelle scuole primarie sta attirando l’attenzione dell’intero settore della ristorazione collettiva. La consultazione, aperta fino al 15 giugno, nasce da una rilevazione che ha coinvolto circa 1.500 stazioni appaltanti italiane. Dei questionari raccolti, 966 sono stati sottoposti ad analisi statistiche e verifiche tecniche per individuare un parametro economico utile nella costruzione delle gare pubbliche.
Prezzo di riferimento e gare pubbliche: cosa cambia per le mense
Il prezzo di riferimento individuato da Anac non coincide con la tariffa pagata dalle famiglie. Si tratta invece di uno strumento tecnico destinato a supportare Comuni e amministrazioni nella definizione degli appalti e nella valutazione economica dei contratti di servizio. L’obiettivo è stabilire quale possa essere oggi un costo realistico per garantire un pranzo scolastico conforme agli standard richiesti in termini di qualità, sicurezza alimentare, logistica, personale e rispetto delle normative.
Con il prezzo di



