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Tilda Swinton: «Non chiamatemi divina, sono solo una nerd»

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I fan l’accolgono come un divina creatura, Tilda Swinton invita a stare con i piedi per terra. «Sono solo una nerd». Protagonista dell’ultimo dei Rendez-vous di Cannes 79, l’attrice scozzese ripercorre le tappe di una carriera diversa da tutte le altre. «Non volevo fare l’attrice, studiavo da scrittrice. E ancora oggi se devo dare un nome a ciò che faccio è performer più che interprete». L’approdo, per lei inaspettato, nel mondo del cinema, ricorda, è avvenuto grazie all’amico e complice Jarman, «il mio amato Derek». Insieme a altri, ricorda «abbiamo iniziato a lavorare con lui, senza soldi. Il mio primo festival è stata la Berlinale — era il 1986 — con il suo Caravaggio. Lì ho capito che era quello che volevo fare, incontrare il mondo attraverso il cinema». Che, avverte, «non è mai questione di numeri o statistiche: è un flusso, in continuo cambiamento». Lei non cerca ruoli, ma persone. «Nel corso della mia lunghissima carriera ho costruito le mie famiglie nel cinema. Per esempio con Jim Jarmusch, che è un regista musicista: girare con lui è come entrare a far patre di una band. O con Luca Guadagnino di cui mi fido ciecamente: quando mi ha chiesto di

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